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Idrossiclorochina, boom di vendite. Ma per gli scienziati è inutile

A illustrare l'andamento del consumo di medicinali forniti in ospedale è il Rapporto OsMed sull'uso dei farmaci durante l'epidemia COVID-19, presentato dall'Aifa. Sponsor del farmaco Trump (e famiglia)

Idrossiclorochina, boom di vendite. Ma per gli scienziati è inutile

Salute Modifica articolo

30 Luglio 2020 - 12.05


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Un boom del consumo di idrossiclorochina che ha fatto registrare una variazione del 4.662% di confezioni per 10.000 abitanti al giorno a livello nazionale. Un picco limitato nel tempo per l’immunosoppressore tocilizumab. L’aumento, previsto, di sedativi e ossigeno. A illustrare l’andamento del consumo di medicinali forniti in ospedale è il Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci durante l’epidemia COVID-19, presentato oggi dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Il boom dell’idrossiclorochina fa riflettere la comunità scientifica, divisa sulla sua efficacia anche se numerosi studi hanno ormai escluso la sua utilità nei trattamenti per il Covid-19. L’Aifa, ad esempio, aveva vietato il suo utilizzo al di fuori degli studi clinici. Ne rimane un estimatore il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva affermato pubblicamente il proprio supporto all’idrossiclorochina già nel primo periodo della pandemia. Come riporta la Cnbc dopo che ieri Twitter ha sospeso l’account di suo figlio proprio per un video che promuoveva il farmaco, Trump ha dichiarato che “in base a molte cose che ho letto e che conosco sul tema, penso che possa avere un impatto molto positivo nelle prime fasi della malattia. Non penso che si perda niente nel provare, se non che politicamente non sembra essere troppo popolare”.

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