Le conseguenze di Covid-19: oltre 50 milioni di prestazioni mediche non erogate

L'allarme della Fondazione The Bridge: pazienti cardiologici e oncologi che non riescono ad accedere alle cure. Per paura del paziente di andare dal medico e perché gli ospedali sono al collasso

Fila di ambulanze al Cotugno di Napoli

Fila di ambulanze al Cotugno di Napoli

Salute 10 novembre 2020
"Occorre ricordare che esistono persone che hanno patologie non Covid che sembrano sparite dal radar del Ministero della Salute e dalle Regioni. I bollettini Covid sono quotidiani mentre nessuno più vuole occuparsi di tutti gli altri malati". Lo afferma Rosaria Iardino, presidente della Fondazione The Bridge, che aggiunge: "Già nella prima fase dell'epidemia, avevamo acceso un riflettore sulla non erogazione di prestazioni di visite ed interventi chirurgici a causa dello stop per via del Covid-19. Abbiamo dei dati in cui si dimostra che fino a giugno ci sono state circa 51 milioni di prestazioni non erogate - parliamo di cardiologiche, dermatologiche, oculistiche ma soprattutto quelle oncologiche - ma ad oggi questo numero enorme di visite in attesa purtroppo non è stato smaltito. Se a questi dati si aggiunge il milione e quattrocentomila screening non effettuati in oncologia, si comprende la nostra preoccupazione".

"E' evidente - continua - che anche in presenza del Coronavirus le altre malattie non si fermano, una malattia come quella oncologica non può attendere 8 mesi per avere una diagnosi precoce così come un infarto non aspetta. Da questa fotografia si evidenzia che da una parte il paziente ha paura di andare al Pronto Soccorso e dall'altra che gli ospedali non sono in grado di accogliere immediatamente tutte le richieste da parte dei pazienti”.

"Per questo - conclude - abbiamo chiesto di attivare dei Centri di Pronto Soccorso anche per i pazienti non-Covid".