Gli effetti sulla pelle del Covid-19: placche e geloni ai piedi e alle mani

La ricerca si è concentrata sulla permanenza dei sintomi dermatologici e cutanei in pazienti guariti dal virus dimostrando che la pelle è potenzialmente una finestra visibile dell’infiammazione in corso

Covid-19

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Salute 1 novembre 2020
Un nuovo studio, presentato al 29º Congresso dell’Accademia Europea di Dermatologia e Venereologia e realizzato da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH), analizza i sintomi persistenti sulla pelle provocati dalla COVID-19. In particolare i ricercatori si sono concentrati sui cosiddetti “long hauler”, ossia su quei pazienti infettati dal virus che cominciano a stare meglio ma che non si sono ripresi completamente dall’infezione o comunque persone infettate da COVID-19 per le quali i sintomi durano più a lungo della media, almeno 60 giorni.

Il gruppo di scienziati ha trovato varie tipologie di sintomi cutanei per le persone infette da COVID-19. Tra queste c’erano eruzioni morbilliforme e orticarioidi che duravano per una media di sette giorni e di quattro giorni rispettivamente. E inoltreeruzioni papulosquamose, ossia papule e placche squamose, che duravano per una media di 20 giorni, e geloni o arrossamento e gonfiore dei piedi e delle mani, un sintomo comunemente conosciuto in questi mesi come “dita dei piedi COVID”, che possono durare per una media di 15 giorni.

“La pelle è potenzialmente una finestra visibile nell’infiammazione che potrebbe essere in corso”, spiega Esther E. Freeman, autrice senior dello studio nonché direttrice del Global Health Dermatology dell’MGH.
La stessa ricercatrice consiglia dunque ai medici di valutare con attenzione anche gli eventuali sintomi che si possono vedere sulla pelle per quanto riguarda i trattamenti iniziali di persone eventualmente infette da COVID-19.