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Il mistero di Covid-19 che blocca il dolore più degli oppiacei

In alcuni casi l'assenza di sintomi e l'insensibilità al dolore sono alcuni dei motivi per cui il virus si è diffuso così massicciamente. In Usa stanno studiando il meccanismo antidolorifico di SARS-CoV-2

Il mistero di Covid-19 che blocca il dolore più degli oppiacei
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24 Settembre 2020 - 09.15


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La diffusione massiccia di SARS-CoV-2 dipende anche dal fatto che molti soggetti infettati dal virus spesso non mostrano sintomi e insensibilità al dolore.  È su questa base teorica che Rajesh Khanna, professore di farmacologia dell’Università dell’Arizona, sta tentando di capire se dietro l’azione del virus si possano nascondere delle possibilità inaspettate per quanto riguarda il campo di ricerca dei farmaci antidolorifici.

Il team americano sta analizzando il particolare legame tra una determinata proteina cellulare e il dolore, un collegamento che viene interrotto dal coronavirus SARS-CoV-2. I risultati di questo nuovo interessante studio saranno pubblicati sulla rivista Pain e sono per il momento disponibili su bioRxiv.

Khanna e il suo gruppo stanno in sostanza tentando di capire la modalità usata dal virus per intrufolarsi nelle nostre cellule senza far suonare allarmi di alcun tipo. Questa capacità di Covid-19 potrebbe essere forse utilizzata in futuro per contrastare il dolore cronico senza far ricorso ad alternative a base di oppioidi.

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