Attenzione: Covid-19 cresce ancora in Italia e colpisce tra i 40 e i 50 anni

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità: "Lento ma progressivo peggioramento dell'epidemia. Aumentano le ospedalizzazioni e i ricoveri in terapia intensiva, in alcune Regioni picco del 5%"

Reparto di terapia intensiva

Reparto di terapia intensiva

Salute 19 settembre 2020
Non siamo nella situazione drmmatica in cui versano Gran Bretagna, Francia e Spagna e Stati Uniti, ma i contagi da Covid sono in aumento anche nel nostro Paese e si alza l'età mediana che passa a 41 anni e il 35% dei nuovi contagi riguarda persone con un'età sopra i 50 anni. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di Sanità - Ministero della Salute.

Si conferma un aumento dei nuovi casi segnalati in Italia per la settima settimana consecutiva con una incidenza negli ultimi 14 giorni (periodo 31/8-13/9) di 29.63 per 100.000 abitanti. Lento e progressivo peggioramento dell'epidemia  sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei" rileva ancora il monitoraggio relativo alla settimana 7-13 settembre.

In particolare nelle due ultime settimane si è osservato un "aumento significativo dell'età mediana alla diagnosi. Questo è probabilmente dovuto ad una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana,soprattutto all'interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri" si legge nel documento, in cui si raccomanda quindi di adottare "tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare"

"Il numero di casi di Covid 19 aumenta per la settima settimana consentiva, l'Rt si pone di poco al di sopra di 1. Ci sono dei focolai diffusi nel Paese, l'età media sta aumentando ed è di circa 41 anni. Questo vuol dire che evidentemente c'è trasmissione intra-familiare, cioè il virus passa dai più giovani alle persone più anziane" . Lo ha detto il capo del dipartimento prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza commentando i dati Iss. Aumento casi in terapia intensiva, 5% in alcune Regioni.  In quasi tutto il territorio si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato da'2% al 4% rispetto al periodo 17-30 agosto 2020, mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcune Regioni.

Le Regioni con l'indice Rt superiore a 1 più la Provincia autonoma di Trento ( Rt 1.59). Sono la Liguria (Rt 1.32), la Puglia (Rt 1.13), la Sicilia (Rt: 1.08), il Friuli (Rt 1.11) e la Calabria (Rt 1.07). Le regioni con l'Rt migliore sono: il Lazio (0,54), la Valle d'Aosta (0,61) e il Piemonte (0,69). La Lombardia è invece la Regione con il maggior numero di casi nel periodo monitorato (103621), seguita da Piemonte (33988), Emilia (3363), Veneto (24996), Lazio (13416), Toscana (12958),Liguria (11952). Le Regioni che hanno registrato il minor numero di casi sono il Molise (562), la Valle d'Aosta (1260) e la Calabria (1665).