Covid-19, il contatto stretto si riduce a 15 minuti in 24 ore (senza mascherina)

I Centers for Disease Control americani hanno modificato la definizione di "contatto stretto” in chiave pandemica partendo da un caso avvenuto in un penitenziario del Vermont

Covid-19

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Salute 23 ottobre 2020
I Centers for Disease Control americani hanno modificato la definizione di "contatto stretto” con pazienti con COVID-19: è sufficiente aver trascorso 15 minuti non consecutivi nell'arco di 24 ore a meno di un metro e mezzo da qualcuno con infezione da SARS-CoV2. 

“I dati sono limitati, e questo rende difficile definire precisamente il contatto stretto; tuttavia questa può essere usata come definizione operativa per l’indagine sui contatti” precisa la nota dell’istituto di Atlanta. I fattori da considerare includono prossimità (una distanza minore probabilmente aumenta il rischio di esposizione), la durata dell’esposizione, la presenza di sintomi (il rischio è maggiore nel periodo della loro comparsa), e di atti come tossire, cantare o gridare, che generano aerosol respiratori. Gli esperti americani raccomandano di considerare anche i fattori ambientali tra cui l’affollamento, la qualità della ventilazione e se l’esposizione è avvenuta all’aperto o al chiuso.

L’aggiornamento è legato a un singolo contagio avvenuto in condizioni molto particolari, all’interno di un penitenziario del Vermont, negli Stati Uniti, appena descritto sul Morbidity and Mortality Weekly Report in cui un agente di 20 anni si è ammalato di Covid-19 solo restando in contatto, per pochi minuti,  con sei detenuti risultati positivi. Il giovane uomo non indossava la mascherina. 

Si tratta di un caso singolo per cui gli stessi ricercatori hanno richiesto altri studi per comprovare la loro intuizione. Ma il concetto cardine contenuto nella ricerca è chiaro e mette in evidenza ancora una volta l’importanza di indossare mascherine per prevenire la trasmissione.