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Quella relazione pericolosissima tra obesità e Covid-19

L'ultimo studio si basa sul caso di un giovane uomo, infettato dal virus, e morto in un ospedale del Vermont: non aveva patologie pregresse. Ma era obeso. Il punto della ricerca

Quella relazione pericolosissima tra obesità e Covid-19
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11 Settembre 2020 - 17.25


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La storia è stata raccontata sull’autorevole rivista scientifica Science. E’ la storia di un paziente non ancora quarantenne, privo di patologie pregresse. Arriva al pronto soccorso di un ospedale del Vermont con gravi difficoltà respiratorie. Il test è positivo, la diagnosi è certa: Covid-19. Dopo due settimane di terapia intensiva, inaspettatamente il paziente muore. I medici stessi faticano a farsene una ragione: il suo unico fattore di rischio era l’obesità.

Questo caso dà conto di un’evidenza emersa in questi ultimi mesi che comincia ad avere anche spiegazioni convincenti: le persone obese sviluppano forme più gravi di Covid.

La prima metanalisi sull’argomento è uscita lo scorso agosto su Obesity Reviews. I ricercatori hanno passato al vaglio una serie di studi peer-review raccogliendo dati su 399mila pazienti e scoprendo che le persone obese colpite da Sars-CoV-2 avevano il 113 per cento di probabilità in più di finire in ospedale rispetto alle persone con peso nella norma, il 74 per cento di probabilità in più di venire ricoverati in terapia intensiva e il 48 per cento di probabilità in più di morire.

Secondo i risultati preliminari di uno studio della Genentech, società di biotecnologie, su circa 17mila pazienti ricoverati con Covid-19, il 77 per cento era in sovrappeso (29%) o obeso (48%).

Perché?
La prima ragione, la più banale, è di natura meccanica. Il diaframma sotto la pressione del grasso addominale viene spinto verso l’alto, “schiaccia” i polmoni e ostacola il passaggio dell’aria. Covid-19 va quindi a colpire quello che è già un punto debole delle persone obese. Ma c’è dell’altro: il sistema immunitario soffre sotto il peso dei chili in eccesso. L’obesità, infine, è anche associata a uno stato infiammatorio cronico caratterizzato da un eccessivo rilascio di citochine, processo che può danneggiare organi e tessuti e che può essere scatenato anche da Covid. Una ragione in più per adottare una dietà più sana, fare attività fisica e tenere sotto controllo la bilancia.

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