Molnupiravir, la molecola che 'uccide' il Covid-19 in 24 ore. Al momento sugli animali

Pubblicato dai ricercatori della Georgia State University su Nature Microbiology, il report evidenzia l'efficacia del farmaco ed è stata già testata sugli animali da Richard Plemper e dalla sua equipe

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globalist 6 dicembre 2020

Al momento si tratta di speranza ma non ancora di certezze anche se i segnali sono incoraggianti: uno  studio negli Stati Uniti potrebbe aver trovato un nuovo farmaco che sarebbe in grado di bloccare il contagio del coronavirus nell'uomo.
Pubblicato dai ricercatori della Georgia State University su Nature Microbiology, il report evidenzia l'efficacia del farmaco già nel giro di 24 ore: si tratta di una molecola, denominata molnupiravir (Mk-4482/ Eidd-2801), ed è stata già testata sugli animali da Richard Plemper e dalla sua equipe di ricercatori.
La molecola sembra essere efficace sia contro Covid-19, sia contro altri virus a Rna: per quanto riguarda i risultati dei test, il farmaco ha dato degli ottimi segnali in alcuni furetti che avevavo contratto il nuovo coronavirus.

Agli animali è stata somministrata la molecola molnupiravir per due volte al giorno per via orale; così Robert Cox, uno dei principali autori dello studio: «Abbiamo testato l'efficacia del molnupiravir a scopo terapeutico per attenuare l'infezione e bloccarne la trasmissione scegliendo questi animali perché trasmettono facilmente il virus ma hanno dei sintomi clinici minimi e ciò è molto simile a quanto accade nella propagazione del virus nell'uomo tra i giovani adulti».

I test si sono quindi rivelati decisivi nell'impedire l'evoluzione del nuovo coronavirus verso forme più gravi, e dopo 24 ore circa, le possibilità di trasmissione del Covid erano praticamente bloccate. «Quando abbiamo messo nella stessa gabbia gli animali infettati e poi trattati insieme a furetti non trattati nessuno è stato infettato, mentre nello studio di controllo tutti i contatti dei furetti che avevano ricevuto il placebo sono risultati infettati»: così Josef Wolf, uno dei principali autori dello studio.

Si tratta, secondo gli esperti, di dati rilevanti che - se dovessero ricevere ulteriori conferme - potrebbero aiutare i pazienti infettati dal nuovo coronavirus a diventare non contagiosi nel giro di una giornata. Al momento, tuttavia, lo studio è ancora alla seconda fase e, prima di essere considerato affidabile, dovrà passare alla terza.