È il calendario a dirci in che periodo siamo più a rischio malattie

Una ricerca realizzata in Inghilterra ha individuato le stagioni e gli orari in cui è più facili ammalarsi. Lo studio ha analizzato la proteina C reattiva, i linfociti e l'andamento dei globuli bianchi

Patologie e ritmi circadiani

Patologie e ritmi circadiani

globalist 25 novembre 2020
C'è un periodo dell'anno in cui si ammala di più? Pare proprio di sì. E questa volta a dirlo è la scienza con uno studio inglese pubblicato in anteprima su mederxiv. La ricerca ha ricostruito l’andamento del sistema immunitario in base alle ore del giorno e al periodo dell’anno di più di 329mila persone, scoprendo che effettivamente alcuni parametri variano sensibilmente durante la giornata e da una stagione a un’altra. In inverno, si sa, si è più esposti alle infezioni respiratorie anche perché trascorriamo più tempo in luoghi chiusi, spesso con altre persone.

I ricercatori hanno estratto dal registro dell’UK BIobank i risultati delle analisi del sangue di 329mila adulti per valutare se l’orario e il periodo dell’anno in cui erano stati eseguiti influissero su alcuni indicatori specifici dell’attività del sistema immunitario.
Dall’analisi è emersa una evidente fluttuazione dei valori dei globuli bianchi e dei marcatori dell’infiammazione in base all’ora del giorno e al periodo dell’anno. Il sistema immunitario sembra quindi influenzato dal ritmo circadiano e dall’alternanza delle stagioni.

Uno dei marcatori sotto osservazione era la proteina C reattiva (Pcr). In caso di infiammazione i valori salgono. Ebbene, i livelli di Pcr erano più alti nei mesi invernali con un picco nel mese di dicembre e più bassi in estate con valori minimi nel mese di luglio. Interessante, poi, il caso dei linfociti che raggiungono il massimo in primavera e si abbassano in autunno, che sono anche più bassi nella prima parte della giornata e aumentano mano mano che passano le ore.

È importante sottolineare che le variazioni osservate nei campioni di sangue non erano correlate a fattori ambientali o allo stile di vita, né ai livelli di vitamina D. Sembra piuttosto che il sistema immunitario segua il ritmo dell’orologio biologico. Per ridurre il rischio di infezioni bisognerebbe concentrare le attività durante le ore del giorno e limitarle di notte e in inverno.