Sclerosi multipla, sotto accusa una molecola che dovrebbe curare la malattia

Si tratta della Tepp-46 che è allo studio e che, secondo gli scienziati della University of Virginia School of Medicine, causa cambiamenti dannosi nelle cellule immunitarie

Il cervello umano

Il cervello umano

globalist 19 novembre 2020
Non è affatto una buona notizia, anzi. Un farmaco che ha mostrato risultati promettenti per il trattamento della sclerosi multipla (SM) potrebbe in realtà peggiorare la malattia.
Lo sostiene una ricerca della University of Virginia School of Medicine (UVA). Il farmaco non è ancora arrivato alla sperimentazione umana per la SM, ma gli scienziati UVA stanno avvertendo i loro colleghi ricercatori di procedere con cautela. Oltre a peggiorare la malattia nei modelli murini, il farmaco ha anche avuto pesanti effetti indesiderati e fuori bersaglio, riferiscono.

La molecola sotto accusa  è la TEPP-46.

I farmaci esistenti per la SM portano effetti collaterali indesiderati, come la compromissione della capacità del corpo di combattere le infezioni, quindi i medici sono desiderosi di sviluppare alternative migliori. Un candidato promettente è un farmaco a piccola molecola chiamato TEPP-46. Sviluppato originariamente per combattere il cancro, il TEPP-46 prende di mira quello che è noto come “adattamento metabolico”, ossia i cambiamenti nel modo in cui le cellule generano energia con i mitocondri, che si verifica sia nel cancro sia nella SM.

Nei modelli di SM che usa Gaultier per gli studi in laboratorio, tuttavia, il TEPP-46 avrebbe peggiorato la malattia, reindirizzando l’infiammazione dal midollo spinale al cervello. Lui e i suoi collaboratori hanno stabilito che il farmaco ha causato cambiamenti dannosi nelle cellule immunitarie chiamate cellule T, anche se per Gaultier e il suo team non sarebbe chiaro il motivo. Ci sono stati anche effetti inaspettati “fuori bersaglio”, il che significa che il farmaco ha influenzato altri processi cellulari rispetto a quello previsto.

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune debilitante che deteriora la mielina, l’isolante che circonda e protegge le nostre fibre nervose. Ciò impedisce ai nervi di trasmettere segnali al cervello.  Il danno può creare una vasta gamma di sintomi, inclusi spasmi muscolari, affaticamento, difficoltà di movimento, intorpidimento e dolore.