La ricerca italiana individua il nesso tra coronavirus e infarto

Lo studio è stato realizzato dai medici dell'università di Cagliari. L'ipotesi sostenuta nell'articolo è che il Sars-Cov-2 possa causare l'infiammazione delle placche aterosclerotiche

Covid-19

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Salute 27 agosto 2020
Esiste un nesso fra coronavirus e infarto? Secondo gli studiosi dell'Università di Cagliari la risposta è sì, e a dimostrarlo un'importante ricerca realizzata dal team di Luca Saba e Gavino Faa della facoltà di Medicina e pubblicata su Cardiovascular Diagnosis and Therapy.

"Riteniamo che il Sars-Cov-2 possa causare l'infiammazione delle placche aterosclerotiche", dicono gli specialisti. Lo studio è maturato in pieno lockdown e si è sviluppato tra le fasi 1 e 2. Elaborato e rifinito durante la pandemia, ha avuto per riferimento i dati epidemiologici provenienti dal nord Italia. "Abbiamo cercato di dare una giustificazione al dato che, nelle regioni con epidemia di Covid-19, come in Lombardia, ha mostrato un rilevante aumento degli infarti del miocardio e di trombosi cerebrali. Entrambe le patologie sono causate dall'aterosclerosi, a livello delle arterie coronarie, l'infarto del miocardio, e delle arterie carotidi, ovvero lesioni trombo-emboliche del cervello", spiega Faa all'Unione Sarda. 

L'ipotesi sostenuta nell'articolo è che il Sars-Cov-2 possa causare l'infiammazione delle placche aterosclerotiche, trasformando una placca stabile in una placca vulnerabile, con conseguenze gravi sulla salute. 

Alla ricerca hanno collaborato anche i ricercatori Max Wintermark (divisione di Neuroradiologia, Stanford University, Usa), Ulf Hedin (dipartimenti Chirurgia vascolare e medicina molecolare, Karolinska University Hospital, Stoccolma, Svezia) e Jasjit S Suri (Stroke diagnosis and Monitoring division, Roseville, Usa).