Il ministro Speranza: prime dosi di vaccino in Italia alla fine del 2020

Informativa del responsabile della Salute al Senato: nel nostro Paese 5,2 casi per 100mila abitanti, il più basso in Europa. Il candidati vaccino è quello studiato ad Oxford e prodotto dalla Irbm di Pomezia

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6 Agosto 2020 - 16.52


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“Il contesto è tutt’altro che semplice perché nel mondo è sicuramente il momento più difficile con oltre 700mila decessi, e anche in Ue la situazione è tutt’altro che tranquilla”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Speranza, nell’ informativa al Senato sulle misure adottate dal governo per affrontare l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. In particolare le ‘linee guida sono state completate – ha detto – e trasmesse al Comitato tecnico scientifico. Il documento sarà inviato alle Regioni e costituirà l’orizzonte con cui affrontare la fase della ripresa’.

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“Per L’Ecd – ha aggiunto il ministro – in Italia ci sono 5,2 casi per 100mila abitanti, il più basso in Europa. L’Italia è messa meglio per la situazione epidemica e questo è un risultato di tutto il Servizio sanitario nazionale e sono stati resi possibili dal comportamento dei nostri concittadini. Nessuno aveva un manuale di istruzioni eppure le istituzioni repubblicane hanno retto. Eppure i dati ci dicono che stiamo molto meglio ma non credo che battaglia sia vinta e non possiamo ancora ritenerci al sicuro e dobbiamo tenere alta la guardia”.

“C’è un candidato vaccino contro il coronavirus e le “prime dosi ci arriveranno entro la fine del 2020”, ha aggiunto Roberto Speranza, durante la sua informativa sulle norme anti-Covid al Senato. Si tratta di un “candidato vaccino studiato all’Università di Oxford ma in parte italiano perché il vettore virale è stato prodotto presso la Irbm di Pomezia”.

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Poi l’appello, sulle tre regole fondamentali (uso della mascherina, distanziamento e lavaggio frequente delle mani) non dividiamoci: siano patrimonio condiviso di tutto il Paese. Su questo tema non c’è materia politica, perché sono tre regole essenziali per continuare con prudenza le riaperture indispensabili che abbiamo intenzione di fare”.
“Nel prossimo decreto di cui stiamo discutendo” che prevede come normare la prossima parte della Fase 3 post epidemia da coronavirus è previsto “mezzo miliardo di euro per recuperare gli screening, gli interventi chirurgici e le prestazioni diagnostiche che non siamo riusciti ad affrontare in queste settimane” di pandemia.

Quanto al “lockdown non sarà finito nel nostro Paese fino a quando tutte le scuole non potranno riaprire”, ha chiarito Speranza. Oggi peraltro sono state sottoscritte le linee guida per le riaperture dei plessi. La chiusura della scuole – ha ammesso Speranza – è stata la “decisione più difficile”, ma ha garantito: “Le scuole riapriranno a settembre e riapriranno tutte in sicurezza”. Poi una rassicurazione al personale: “Non possiamo lasciare soli i nostri presidi e i nostri insegnanti”.

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