Negare l'uso della cannabis terapeutica viola l'articolo 32 della Costituzione

Il Tribunale di Chieti ha assolto un uomo arrestato nel 2016 perché in casa aveva 430 grammi di marijuana e coltivava cinque piantine di cannabis per curarsi dalla fibromialgia. Sotto accusa la Asl

Cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica

Salute 31 luglio 2020
Il giudice del tribunale di Chieti ha assolto Fabrizio Pellegrini, il 52enne pianista arrestato nel 2016 perché in casa aveva 430 grammi di marijuana e coltivava cinque piantine di cannabis che usava per curarsi dalla fibromialgia.

Per quest’ultima ipotesi di reato è stata pronunciata assoluzione perché il fatto non sussiste, in considerazione della destinazione di tipo domestico e del numero ridotto di piantine; per quanto riguarda la detenzione di 430 grammi di marijuana il tribunale ha assolto con la formula che “il fatto non è percepito dalla legge come reato”.

Pellegrini, a cui era stata negata la somministrazione di cannabis per uso terapeutico da parte della Asl, aveva deciso di coltivare la sostanza per poter curare la patologia da cui è affetto da anni. “Nel 2014 è entrata in vigore in Abruzzo la prima legge sulla cannabis terapeutica, rimasta inapplicata nel caso di Pellegrini fino ad oggi” riferisce l’avvocato Vincenzo di Nanna, segretario dell’Associazione Amnistia Giustizia Libertà Abruzzo “Fabrizio si è visto negare con ostinazione le cure prescritte in violazione dell'art. 32 della Costituzione". Ora il legale di Pellegrini procederà con la denuncia alla magistratura della Asl di Chieti per aver negato per anni le cure prescritte dai medici.“