Dimenticanze, paura di effetti collaterali e svogliatezza: così gli italiani saltano le terapie

La ricerca sulle terapie farmacologiche (anche oncologiche e cardiologiche) non rispettate durante il periodo del lockdown. Durante la fase più acuta della pandemia 8 su 10 hanno saltato le prescrizioni

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1 Ottobre 2020 - 17.23


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La Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, attraverso un’indagine, condotta dall’Istituto di ricerca Elma Research ha indagato sul modo in cui gli italiani si rapportano alle indicazioni del proprio medico rispetto alla terapia farmacologica da assumere e l’impatto dell’emergenza Covid-19. La ricerca è stata realizzata su un campione di 558 persone tra uomini e donne con un’età media di 52 anni. Una persona su 4 riferisce di avere difficoltà nel portare avanti la propria terapia in modo continuativo e 3 su 10 dichiarano di aver saltato almeno una somministrazione della terapia nella settimana precedente l’intervista. Tra le ragioni principali: la dimenticanza nell’assumere la terapia in modo costante (27%), la difficoltà a rispettare le regole di assunzione (13%), la paura degli effetti collaterali (9%), l’interruzione della terapia quando si sta meglio (9%), l’assenza di chi aiuta o ricorda la somministrazione (8%), la svogliatezza (8%).
I dati sono ancora più significativi se si considera che le cure maggiormente assunte dagli intervistati sono quelle somministrate per le patologie oncologiche, assunte dal 38%, e per le malattie cardiovascolari, dal 28%. Secondo la maggioranza degli intervistati – 8 su 10 – l’emergenza sanitaria da Covid-19 non ha aiutato a portare avanti le prescrizioni e il trattamento farmacologico.

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