Scoperta una relazione tra il virus della mononucleosi e la sclerosi multipla

Alla base un’alterazione delle risposte immunitarie che dovrebbero tenere sotto controllo il virus. La ricerca, tutta italiana, realizzata dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma

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7 Settembre 2020 - 15.24


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Uno studio condotto da ricercatori della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, sostenuto dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), realizzato in collaborazione con l’Ospedale San Camillo e l’Ospedale Sant’Andrea di Roma mette in relazione il virus di Epstein Barr, quello responsabile della mononucleosi, con la sclerosi multipla. Più precisamente: un’alterazione delle risposte immunitarie che dovrebbero tenere sotto controllo il virus è stata individuata come una delle concause della malattia neurologica autoimmune. All’origine della sclerosi multipla esiste un improprio attacco del sistema immunitario contro la guaina che riveste le cellule nervose, un processo che causa infiammazione e sofferenza del tessuto cerebrale determinando la comparsa di sintomi di disfunzione neurologica fino, nei casi più gravi, alla perdita di funzioni motorie e cognitive. Ma potrebbe esserci qualcos’altro che contribuisce all’insorgere della malattia.

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Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Neurology Neuroimmunology & Neuroinflammation, hanno scoperto che nelle persone con sclerosi multipla, i globuli bianchi deputati al controllo dell’infezione del virus di Epstein Barr, (i linfociti T citotossici) non sono in grado di sorvegliare efficacemente le cellule infettate, che quindi sfuggono alla rete immunologica che le contiene e si accumulano nel cervello, dove provocano l’infiammazione.

Il virus Epstein Barr in molti casi stabilisce con l’organismo ospitante un “equilibrio immunologico”, restando per lo più innocuo e asintomatico. In alcune persone però la sua presenza si manifesta in malattia come la mononucleosi infettiva. Le infezioni ricorrenti sono state associate a un maggior rischio di sviluppare al alcuni tumori. Inoltre, esiste il sospetto che il virus sia associato allo sviluppo di alcune malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjögren.
E, in base a questo studio, anche la sclerosi multipla.

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