Parkinson, stimolazioni elettriche profonde per ridurre il tremore delle mani?

Individuato un segnale neurale specifico in uno studio condotto dall'Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, dall'ospedale di Würzburg e dall'Ateneo di Genova

La malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson

globalist 20 novembre 2020
Esistono metodi per rendere più efficace la stimolazione cerebrale profonda per contrastare i sintomi motori del Parkinson, che si basa sulle stimolazioni elettriche in determinate zone del cervello e riesce a eliminare alcuni sintomi come il tremore delle mani. Lo rivela uno studio condotto dall'Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, dall'ospedale universitario di Würzburg in Germania e dall'Ateneo di Genova, che ha individuato un segnale neurale specifico in grado di capire quando le persone affette da Parkinson iniziano a camminare o si fermano. Lo rende noto la Sant'Anna.
    Il risultato dello studio, prosegue la Sant'Anna, "è una scoperta molto importante, sia perché il cervello di solito opera cambiando l'ampiezza dei suoi ritmi piuttosto che le sue frequenze, sia perché i ricercatori hanno sviluppato una nuova tecnica matematica, basata sulla teoria dell'informazione, che consente di individuare immediatamente questo cambio di frequenza: grazie a questo segnale, si potrà in futuro modulare la stimolazione cerebrale profonda per focalizzarla sui disturbi del Parkinson associati al cammino".