Chi soffre di allergia è più a rischio Covid-19? La scienza dice di no

La ricerca si è basata sulle cartelle cliniche di circa 300 pazienti positivi e con malattie come rinite, asma, eczema. Il decorso e anche l'uso dell'ossigeno identico a quello dei soggetti non allergici

Rinite allergica

Rinite allergica

globalist 15 novembre 2020
Chi soffre di allergie è a più rischio Covid-19? Pare proprio di no. A dirlo è un team di ricerca dell’associazione American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) Gli scienziati, coordinati da Dylan Timberlake, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato le cartelle cliniche di circa 300 pazienti ricoverati in ospedale e risultati positivi al coronavirus dopo il tampone rinofaringeo. “Durante il periodo di due mesi in cui abbiamo esaminato i grafici, abbiamo scoperto che la gravità della malattia non sembrava differire tra i pazienti Covid-19 con allergie, rispetto ai pazienti Covid-19 senza allergie”, dichiara alla stampa l’autore principale della ricerca.

“Osservando i risultati per i pazienti basati su malattie allergiche come rinite allergica, asma, eczema e allergia alimentare, non abbiamo trovato differenze significative nel numero di interventi necessari per coloro che soffrono di allergie rispetto a quelli senza, quando si trattava di Covid-19”, aggiunge il coautore dello studio e allergologo Mitchell Grayson. Per interventi l’esperto si riferisce alla necessità di ossigeno supplementare, ricovero in unità di terapia intensiva, durata dell’intubazione e così via. “Per esempio, per quanto riguarda il ricovero in terapia intensiva, il 43 per cento di quelli con malattia allergica sono stati ammessi contro il 45 per cento dei pazienti senza. E il 79 per cento di quelli con allergia aveva bisogno di ossigeno supplementare contro il 74 per cento di quelli senza”, dichiara Grayson. Poiché molti pazienti con allergia soffrivano anche di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una patologia notoriamente associata a una maggior rischio per Covid-19, gli scienziati ne hanno tenuto conto durante la valutazione statistica.