Dopo 10 giorni di terapia intensiva si perde il 20% della massa muscolare

Per contrastare l'atrofia muscolare, una condizione collegata all’invecchiamento ma anche a diverse patologie e alla lungo-degenza, si studia in Brasile un sistema di stimolazione della proteina chinasi A

La ricerca sull'atrofia muscolare

La ricerca sull'atrofia muscolare

Salute 8 novembre 2020
I ricercatori dell’Università di San Paolo (USP), Brasile, hanno scoperto che per contrastare l’atrofia muscolare umana potrebbe essere utile stimolare una particolare proteina che è prodotta naturalmente dal nostro stesso organismo. La perdita di massa muscolo-scheletrica è una condizione collegata all’invecchiamento ma anche a diverse patologie di tipo neurodegenerativo o infiammatorio. Ne soffrono anche quei pazienti che devono trascorrere lunghi periodi di tempo a letto. Per esempio è stato stimato che per ogni 10 giorni in terapia intensiva, si ha una perdita fino al 20% della massa muscolare nelle gambe o in apparati importanti come il diaframma. Il gruppo brasiliano suggerisce come possibile cura la sovraespressione della proteina chinasi A (PKA).

Nel corso degli esperimenti sui topi la sovraesposizione di questa proteina migliorava la resistenza muscolare nei confronti della fatica degli animali. La PKA sopprimeva le proteine FoxO, ossia le proteine che attivano i geni collegati all’atrofia, e ciò aumentava conseguenzialmente la formazione delle fibre muscolari agevolando l’ipertrofia.
Un metodo che, se applicabile anche agli esseri umani, potrebbe proteggere i muscoli dall’atrofia senza effetti collaterali degni di nota. L'articolo è stato pubblicato sul FASEB Journal.