Covid-19, casi come a febbraio ma fase epidemiologica diversa

Lo dice l'Istituto Superiore di Sanità analizzando la situazione del nostro Paese. Grazie "al grande lavoro sei servizi territoriali" la trasmissibilità dei casi non è cresciuta molto

Covid 19 in Italia

Covid 19 in Italia

Salute 12 settembre 2020
"Sebbene il numero di casi riportato giornalmente sia numericamente simile a quanto riportato alla fine di febbraio 2020, la fase epidemiologica è completamente diversa". Lo scrive in una nota, sul proprio sito, l'Istituto Superiore di sanità calcolando l'indice Rt di Covid-19 in Italia. Rt sta ad indicare l'indice di trasmissibilità, ovvero il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento della pandemia . Nonostante l'aumento dell'incidenza, spiegano gli esperti, la trasmissibilità dei casi non è infatti cresciuta molto. "Questo dato suggerisce che il grande lavoro svolto dai servizi territoriali ha per il momento contenuto la diffusione del virus sul nostro territorio".

A febbraio, sottolinea l'Iss, i casi erano diagnosticati quasi esclusivamente nei sintomatici e l'Rt stimato era oltre 2. "Rt ci dice che, nonostante sia osservato un aumento continuo dei casi totali da metà luglio, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero (categorie non mutuamente esclusive), vi è stata stabilizzazione e solo recentemente un lieve aumento della trasmissibilità - sottolinea il documento -. Questo ci permette di affermare assieme ad altri dati che, sebbene il numero di casi riportato giornalmente sia numericamente simile a quanto riportato alla fine di febbraio 2020, la fase epidemiologica è completamente diversa con casi diagnosticati quasi esclusivamente in sintomatici ed un Rt stimato ad oltre 2".