Italia, un Paese che cura male i suoi nonni: ecco perché tanti morti Covid tra gli anziani

Siamo la popolazione più vecchia di Europa: si vive più a lungo ma con cure al ribasso. L'allarme di Onder, geriatra del Gemelli: "Facciamo tesoro della pandemia per sostenere i nostri vecchi"

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2 Dicembre 2020 - 17.45


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“Nel nostro Paese il 90% dei morti sono per e non con Covid. Persone anziane e con più patologie uccise comunque dal virus”. Lo afferma in un’intervista a La Stampa il professor Graziano Onder, geriatra del Gemelli e responsabile proprio del rapporto sulla mortalità da coronavirus dell’Iss, secondo il quale molto dipende dal fatto che da noi si vive a lungo ma non anche in buona salute.

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er questo, osserva, il medico, “occorre essere consapevoli della tragedia attuale per responsabilizzarci e osservare le regole”.

L’Italia è il terzo Paese al mondo per mortalità da Covid, documenta uno studio della John Hopkins University di Baltimora, ma per Onder “non è facile comparare questi dati, perché mentre da noi tutti coloro che muoiono e risultano positivi al tampone vengono classificati come decessi per Covid, non è così in altri Paesi” mentre “a influire sulla mortalità ci sono poi anche le caratteristiche della nostra popolazione, che per un quarto è composta da ultra sessantacinquenni ed è la più anziana d’Europa”.

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All’obiezione del quotidiano, che fa osservare che anche in Germania la popolazione è vecchia quanto la nostra e si muore meno, il professor Onder ribatte: “È difficile spiegarlo. Lo stato di salute della loro popolazione e il loro modello sanitario non sono tali da giustificare questa differenza. Devo presupporre che anche loro abbiano un diverso metodo di conteggiare le morti da Covid”.

Il fenomeno della mortalità può essere allora attribuibile al nostro sistema sanitario pubblico? C’è chi punta l’indice contro. A questa osservazione, il geriatra del Gemelli replica: “Questo, me lo faccia dire, è una sciocchezza. Il nostro servizio sanitario nazionale non è inferiore a quello di altri Paesi, anzi. Noi abbiamo un sistema universalistico che copre tutta la popolazione. Siamo rimasti solo noi e gli inglesi a offrire tutto a tutti”.

Il punto, semmai, è che “l’età media delle vittime del Covid è superiore a 80 anni ed è vero che in Italia si vive più a lungo, ma con meno anni trascorsi in buona salute.

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Per questo dico che dobbiamo fare tesoro di questa tragica esperienza ricalibrando il nostro sistema di assistenza agli anziani e alle persone fragili”. E per farlo, occorre “coinvolgere maggiormente la medicina del territorio perché il modello di assistenza centrato solo sull’ospedale non regge in tempi di emergenza ma nemmeno nei periodi normali”.

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