Personale sanitario in burnout da Covid-19: ansia, insonnia, tachicardia

Una ricerca dell'Università Cattolica di Milano ha analizzato i sintomi di oltre 1153 professionisti italiani impegnati in prima persona sul fronte della pandemia: il 70% è provato dallo stress acuto

Ansia in corsia

Ansia in corsia

globalist 25 novembre 2020
Esaurimento emozionale, ansia, irritabilità, ma anche sintomi più fisici come insonnia o palpitazioni. Sono solo alcuni dei sintomi rilevati tra gli operatori sanitari italiani nel corso delle prime settimane di pandemia di Covid-19 come emerge da una ricerca promossa dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano in collaborazione con altre società scientifiche.
Se il concetto di burnout è noto da decenni, la pandemia di Covid-19 ha comunque ‘gettato benzina sul fuoco’ esacerbando queste condizioni di esaurimento fisico e psicologico di tanti professionisti della salute.
Come si legge in un comunicato dell’università milanese e dalle pagine della rivista Psychiatry Research, la ricerca è partita due settimane dopo l’entrata in vigore del primo lockdown di marzo e ha coinvolto un totale di 1.153 professionisti sanitari italiani, impegnati soprattutto nelle regioni settentrionali più colpite dalla prima ondata della pandemia.

I dati parlano chiaro: già dopo poche settimane dall’inizio della pandemia, il 70% degli operatori intervistati riportava sintomi di burnout e di stress acuto e 9 su 10 dichiaravano di aver avvertito sintomi di stress psicofisico nell’ultimo mese. Inoltre, il 65% riportava maggiore irritabilità, il 62% problemi nel sonno (un possibile segno di scarsa salute psico-fisica) e circa il 50% incubi notturni, uno degli indicatori del disturbo post-traumatico da stress.

Le ricerche condotte negli anni sul tema del burnout dei medici hanno messo in luce le preoccupanti dimensioni del problema: un editoriale pubblicato lo scorso anno su Lancet lo definisce “crisi globale”. Dall’articolo emerge che secondo un sondaggio condotto nel 2018 negli Stati Uniti, il 78% dei medici d’oltre oceano soffre di burnout, mentre i dati di un sondaggio della British Medical Association del 2019 mostrano che l’80% dei medici è a rischio alto o molto alto di sperimentarlo e che i medici di medicina generale (MMG) rappresentano una categoria particolarmente a rischio. Dato quest’ultimo confermato anche da un recente articolo sui medici inglesi pubblicato su BMJ Open e dal Medscape National Physician Burnout & Suicide Report 2020, dal quale emerge che soffre di burnout il 46% degli MMG.