Rischio di diabete 2: nel mirino i farmaci per l'ulcera e anti gastrite

Al centro della ricerca americana, realizzata in 12 anni e che ha coinvolto oltre 200mila soggetti, gli inibitori della pompa protonica: Lansoprazolo, Pantoprazolo, Esomeprazolo e simili

Reflusso gastroesofageo

Reflusso gastroesofageo

Salute 5 ottobre 2020
I farmaci per la gastrite, l’acidità di stomaco, il reflusso e l’ulcera duodenale non hanno pace. Dopo essere stati associati, sempre quando vengono assunti per periodi lunghi, a un aumento delle probabilità di fratture ossee, di malattia cronica renale, di infezioni intestinali e di tumore esofageo, ora si scopre che la loro azione sul microbioma intestinale può mandare in tilt il controllo della glicemia. Più a lungo vengono utilizzati più aumenta il rischio. Chi segue terapie prolungate con gli inibitori di pompa protonica dovrebbe eseguire controlli periodici del glucosio nel sangue. Infatti, l’ uso regolare e prolungato, per esempio almeno due volte a settimana per due anni, degli inibitori di pompa protonica è associato a un aumento del rischio di diabete 2.
Le nuove accuse a Lansoprazolo, Pantoprazolo, Esomeprazolo e simili giungono da uno studio pubblicato su Gut che si è basato sui dati di più di 200mila adulti tra i 25 e i 75 anni che avevano partecipato a tre importanti indagini epidemiologiche negli Stati Uniti iniziate negli anni Settanta-Ottanta, Nurses’ Health Study (I e II) e l’Health Professionals Follow-up Study (HPFS). Durante il periodo di osservazione, durato dai 9 ai 12 anni, si sono registrate 10mila nuove diagnosi di diabete 2. Tra i consumatori regolari di farmaci anti acido (più di 2 volte a settimana) il rischio assoluto annuale di sviluppare la malattia metabolica era di 7,44 ogni mille persone in confronto a 4, 32 ogni mille persone tra chi non faceva uso dei medicinali in questione.